Domenica 05 luglio 2026 ore 21,00
Chiesa S. Martino – Vignone
Italia e Francia tra ottocento e novecento
Cartoline musicali per clarinetto e pianoforte
Gabriele Oglina, clarinetto – Silvia Fantoli, pianoforte
Programma:
Paul Jean Jean (1874-1929)
Claire Matin – Idylle
Stefano Golinelli (1818-1891)
Deux morceau de salon
Gabriel Pierné (1863-1937)
Pièce Sérénade
Canzonetta op. 19
Gioachino Rossini (1792-1868)
dalle “Soirée musicali”
Bolero e Tarantella napoletana
Gioachino Rossini (1792-1868)
Variazioni in Do maggiore
Stefano Golinelli – Domenico Liverani (1805-1877)
Mazurka “Non v’ha rosa senza spina” op. 125
P. Jeanjean è compositore francese e primo clarinetto della Garde Republicaine Band e del Casinò di Monte Carlo. Claire Matin-Idylle appartiene a quel mondo: una miniatura elegante e comunicativa, tipica dei programmi di concerti nei casinò e nei caffè, concepita per essere immediatamente piacevole e di grande bellezza. E’ un Idillio caldo e melodico, nello spirito della Belle Époque francese: elegante, pacato e pensato per un clarinettista che desidera dimostrare timbro, controllo del fraseggio e autentico gusto musicale.
Golinelli è stato un compositore e pianista italiano. Nel 1838 iniziò la sua carriera concertistica, prima in ambito nazionale e successivamente, in ambito internazionale. Deux morceau de salon composti nel 1857, sono due brevi brani ricchi di pathos, ma con un sottofondo di allegria perché pensati per un salotto.
Pierné iniziò il suo percorso musicale al Conservatorio di Parigi, perfezionando in seguito le sue doti di pianista, compositore e direttore d’orchestra. Pièce fu composta nel 1883: grazie alla deliziosa e ottimistica scrittura infonde un senso di gioia e serenità. Sérénade scritta nel 1880 è maliziosa e brillante, accattivante, di una grande liricità. Canzonetta composta nel 1888, breve ma elegante, incarna perfettamente lo stile del “pezzo di genere” o “pezzo da salotto”. I due strumenti dialogano con ritmi riflessivo e lirico. La sezione centrale del brano permette al pianoforte di brillare, mentre il clarinetto offre un commento musicale, per poi culminare in una ripresa in cui il clarinetto riacquista il suo ruolo solistico
Le Soirées Musicales sono costituite da dodici canzoni per voce e pianoforte scritte espressamente da G. Rossini tra il 1830 e il 1835 per lo studio del canto italiano; la raccolta prende nome dagli incontri musicali tenuti dal compositore a Milano e a Parigi nella metà del XIX secolo. Otto canzoni sono per voce solista, quattro sono duetti; i testi provengono da componimenti poetici di Pietro Metastasio e di Carlo Pepoli, nobile italiano spesso ospite di Rossini a Parigi. Compositori quali Liszt, Wagner, Respighi e Britten ne hanno realizzato versioni per orchestra.
Ognuna delle dodici canzoni si caratterizza per un aspetto diverso, a volte popolaresco o romantico, altre volte lirico, ma anche drammatico; non manca qualche punta d’ironia.
’Bolero: “vieni, o Ruggiero, la tua Eloisa / da te divisa no, non può restar“. Sapore spagnolo in questo delizioso canto d’amore a ritmo di bolero.
Tarantella: “già la luna è in mezzo al mare, / mamma mia, si salterà; / l’ora è bella per danzare, / chi è in amor non mancherà“. Brano famosissimo, pezzo di bravura per tenore, questa tarantella è l’omaggio di Rossini alla città di Napoli in funzione di contrasto.
G.Rossini fu uno dei più grandi operisti italiani del diciannovesimo secolo. La sua attività compositiva non si ferma però ai capolavori lirici che tutti ben conosciamo: lungo tutto l’arco della sua vita, egli scrisse moltissima musica strumentale – specialmente dopo l’abbandono del teatro nel 1829. Scrisse le“Variazioni in Do maggiore” nel 1809 quando aveva solo 17 anni, cimentandosi nella forma del tema con variazioni risalente al periodo barocco: l’Ottocento fu il secolo che segnò l’inizio di quel recupero della musica antica. Il brano di apertura anticipa quanto verrà esposto nella sua interezza dal clarinetto solista. Una linea melodica e cantabile crea un’atmosfera idilliaca che si fonde con quelle di risposta dal pianoforte.
D. Liverani fu un clarinettista piuttosto rinomato, viaggiò in Europa svolgendo una buona attività concertistica. Nacque a Castel Bolognese dove si formò clarinettisticamente presso la locale banda, acquisendo lezioni gratuite da Pietro Barbieri, clarinettista e persona facoltosa. Il 20 ottobre 1856 a Bologna, in “una brillante adunanza” della quale facevano parte “ben più che cento signore del fiore della città”, in occasione dell’apertura del negozio di pianoforti di G. Crescentini e G. Costa, si esibiscono vari artisti. Golinelli suona da ultimo e appare in duo con il clarinettista Domenico Liverani che interpreta il brano “con tant’anima, grazia e squisito sentire, che dall’entusiasmato uditorio si volle la replica”.
