Domenica 26 luglio 2026 ore 21,00
Santuario di Inoca – Cossogno
Duo Fratres
Chiara Bertoglio, pianista – Giovanni Bertoglio, violinista
Programma:
A. Vivaldi (1678-1741)
Le quattro stagioni
T. Vitali (1663-1745)
Ciaccona
Il Duo Fratres nasce dal sodalizio musicale e umano dei fratelli Chiara Bertoglio e Giovanni Bertoglio, che condividono il palcoscenico fin dall’infanzia, coltivando negli anni un’intesa artistica rara per naturalezza, profondità e affiatamento. Cresciuti in un ambiente in cui la musica era parte integrante della vita quotidiana, hanno intrapreso entrambi precocemente gli studi musicali diplomandosi presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, sviluppando percorsi differenti ma complementari, accomunati da una costante ricerca artistica e culturale.
Nel Duo Fratres, le esperienze artistiche dei due fratelli si fondono nell’approfondimento di un repertorio che abbraccia i capolavori della letteratura per violino e pianoforte — da Bach, Mozart e Beethoven fino al Romanticismo e al Novecento storico — accanto a programmi tematici, rarità cameristiche e percorsi musicali originali che riflettono i molteplici interessi culturali dei due interpreti.
Primavera
Il primo movimento – allegro – mescola l’arrivo della primavera, i canti gioiosi degli uccelli, i venticelli mormoranti, le nuvole nere che sono appena di passaggio.(volo virtuoso del violino)
Il Secondo movimento -Largo- illustra la prima terzina del sonetto con un violino solista che descrive il gregge e l’abbaiare lontano del cane.
Il Terzo movimento – Allegro – conclude l’ebbrezza della primavera
Estate
Il primo movimento -Allegro-. languendo per il caldo e cullato dai venti, illustra le due quartine del sonetto che mostrano il torpore degli uomini e della natura di fronte al sole infuocato. Qui la natura è popolata da cuculi, da colombe e dall’arrivo del vento e della tempesta che fa piangere il pastore.
Il secondo movimento -Adagio-Presto-. Illustra la terzina che descrive l’attesa ansiosa della tempesta con i suo i fulmini e tuoni che si avvicinano. Gli as- soli presentano i “suoni e le luci”.
Il terzo movimento interrompe bruscamente l’adagio e in un movimento “Tempo impetuoso” irrompe impetuosamente la tempesta con i suoi lineamenti abbaglianti.
Autunno
Il primo movimento – allegro – presenta “un ballo e canto dei villanelli L’ubriaco”.E’ una danza contadina, tutta gioia bucolica e pastorale davanti ai raccolti. Il violino solista evoca le “capriole” di Bacco con grandi salti di ottava e colpi rapidi drammatici che evocano il baccanale, i canti dell’ubriachezza in una dolce tranquillità.
L’ultimo movimento allegro interviene brutalmente attraverso una pesante danza popolare, e i solisti descrivono le emozioni per la bestia cacciata e uccisa.
Inverno
Il primo movimento – allegro, non molto – instaura un clima malinconico, non triste, ma semplicemente intorpidito. Il freddo, il ghiaccio che si rompe, la neve, i passi in fuga dalla tempesta; la musica è ripetuta, incalzante, in crescendo.
Il secondo movimento – Largo – funge da riparo, dando il calore di casa di fronte alla pioggia battente che passa nei pizzicati dei violini.
Il terzo movimento – Allegro – illustra le due terzine e riprende, per la prima volta, il clima e le descrizioni del primo movimento con i suoi venti in guerra, impetuosi e il pattinaggio sul ghiaccio. Il concerto termina con la fanfara.
Conclude Vivaldi: “Così è l’inverno, ma così com’è, porta le sue gioie”.
La Ciaccona in sol minore per violino e basso continuo è stata attribuita a T. A. Vitali – del quale è la più conosciuta. Un manoscritto del 1867 la indica come “parte del Tommaso Vitalino” e questo spiega le controversie sull’attribuzione di questa pagina violinistica. Al di là della controversia Vitali, compositore barocco italiano, ci regala una delle sue opere più affascinanti:, per le insolite modulazioni, per una tonalità rara e suggestiva per il periodo barocco, per l’uso di un basso ostinato unico.
