Concerto Inaugurale

Domenica 12 novembre 2023 – ore 16,00

Centro Eventi “Il Maggiore”

Le Stagioni di Alice

Ensemble barocco del Conservatorio di Como

Alice Cansirro Cortorillo, violino solista
Daniele Rumi, violino l
Alessia Toccheti, violino ll
Ludovico Matteo Carangi, viola
Matilde Pesenti, violoncello
Daniele Dell’Oca, clavicembalo
Antonello Molteni, voce narrante

Musiche di A. Vivaldi

Programma

Le quattro stagioni
– Primavera
– Estate
– Autunno
– Inverno

 

E’  l’opera per violino più conosciuta del repertorio. vivaldiano e una delle opere musicali più popolari mai composte.
Le Quattro Stagioni,  in realtà sono quattro brevi  concerti per violino, scritte nel 1720.  Ogni stagione, divisa  in  tre movimenti, immerge lo stato d’ animo  dello spettatore in paesaggi – cuore degli elementi della natura, rappresentativi di Primavera, Estate, Autunno, Inverno. Parallelamente Vivaldi scrisse quattro sonetti per descrivere ciascuna delle stagioni. Sulla partitura, il compositore specifica le corrispondenze con le poesie, arrivando persino a descrivere alcuni dettagli (uccelli, pioggia …)

Ogni stagione sarà preceduta dalla lettura di un sonetto che ne descrive la specificità. 

Primavera

Il  primo movimentoallegro – mescola l’arrivo della primavera, i canti gioiosi degli uccelli, i venticelli mormoranti, le nuvole nere che sono appena di passaggio.(volo virtuoso del violino)
Il Secondo movimento – Largo – illustra la prima terzina del sonetto con un violino solista che descrive il gregge e l’abbaiare lontano del cane.
Il Terzo movimento – Allegro – conclude l’ebbrezza della primavera

Estate

Il primo  movimento – Allegro – languendo per il caldo e cullato dai venti,  illustra le due quartine del   sonetto   che   mostrano   il torpore degli uomini e della natura di fronte al sole infuocato. Qui la  natura è popolata da cuculi, da colombe e dall’arrivo del vento della tempesta che fa piangere il pastore.
Il secondo movimento – Adagio – Presto – illustra la terzina che descrive l’attesa ansiosa della tempesta con i suoi fulmini e tuoni che si avvicinano. Gli assoli presentano i “suoni e le luci”.
Il terzo movimento interrompe bruscamentel’adagio – mentre in  un – Tempo impetuoso – irrompe impetuosamente la tempesta con i suoi lineamenti abbaglianti.

Autunno

Il primo movimento – allegro – presenta  un ballo e  un canto dei villanelli  “L’ubriaco”. E’  quindi una danza contadina, tutta gioia bucolica e pastorale davanti ai raccolti. Il violino soli-sta evoca le capriole di Bacco con grandi salti di ottava e colpi rapidi drammatici che evocano il baccanale  e  i  canti  dell’ubriaco.
Il violino solista evoca le “capriole” di Bacco con grandi salti di ottava e colpi rapidi drammatici che evocano il baccanale.
Il secondo movimento – Adagio – descrive la seconda quartina e trasforma i canti dell’ubriachezza in una dolce tranquillità.
L’ultimo movimento -Allegro- interviene brutalmente attraverso una pesante danza popolare:  i solisti descrivono le emozioni per la bestia cacciata e uccisa

Inverno

Il primo movimento – allegro, non molto – instaura un clima malinconico, non triste, ma  sempli- cemente intorpidito. Il freddo, il ghiaccio che si rompe, la neve, i passi in fuga dalla  tempesta interpretati da una musica ripetuta,  incalzante, in crescendo
Il secondo movimento – Largo – dà  il calore di casa di fronte alla pioggia battente che passa nei pizzicati dei violini.
Il terzo movimento – Allegro –  riprende  il clima e le descrizioni del primo movimento con i suoi venti  in  guerra, impetuosi  e  il pattinaggio sul  ghiaccio. Il con-certo termina con la fanfara.

Vivaldi conclude “Così è  l’inverno, ma così com’è, porta le sue gioie“.

Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi (1678-1741) sono i quattro concerti che aprono la raccolta di 12 concerti solistici Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione op. 8, che vede la sua prima pubblicazione nel 1725.
Vivaldi antepone ad ogni stagione un breve “sonetto dimostrativo”.
Egli fu infatti un grande maestro della cosiddetta musica descrittiva e le Quattro Stagioni ne sono un esempio mirabile, in quanto non solo i titoli rimandano genericamente alle scene naturali tipiche delle varie stagioni, ma vengono anche imitati nel dettaglio e trasposti in chiave musicale con straordinaria maestria e naturalezza i versi che compongono i sonetti di ogni singola stagione.
La Primavera apre l’intera opera con una musica briosa che ci immerge in un’atmosfera di gioia per il primo tepore primaverile, con i canti degli uccellini che però vengono interrotti dalle prime avvisaglie del futuro temporale. Nel secondo movimento è udibile la resa in musica del cane che abbaia, con la figurazione ritmica affidata alla viola.
L’Estate è ricca di esplosioni di suoni a rappresentare i vari temporali in un clima di forte caldo che pervade la natura. Nel secondo movimento, sotto al tema dolce del violino solista, si estende l’accompagnamento dei violini che rappresenta il ronzio degli insetti.
Il sonetto dell’Autunno ci immerge in un’immagine di festa con “balli e canti” per la vendemmia, alla quale poi si sostituisce il sonno a causa dell’ebrezza provocata dal vino. L’argomento del terzo movimento è la caccia: se il violino solista rappresenta il tentativo di fuga della preda, l’orchestra rappresenta invece i colpi del fucile e i cani che inseguono l’animale, che alla fine cederà alla morte dopo i vani sforzi.
L’Inverno è l’ultimo concerto del ciclo che ci avvolge in una gelida brezza sonora e, attraverso una figurazione ritmica instabile, rende l’idea dello scivolamento sul ghiaccio. Il celebre tema del secondo movimento è accompagnato dal pizzicato dei violini che rappresentano la pioggia.
Alice Cansirro Cortorillo, classe 2000, ha iniziato lo studio del violino all’età di sei anni presso la scuola Suzuki di Varese sotto la guida del M° Carlo Taffuri. Giovanissima, ha partecipato a diversi concorsi nazionali ed internazionali, risultando sempre tra i primi classificati.
Ha collaborato regolarmente con diverse formazioni orchestrali: “I Giovani Musici Estensi”, “UKOM”, “Pequeñas Huellas”, “Pyo” e “Futurorchestra”, con le quali ha effettuato numerosi concerti sia in Italia che all’estero e con cui ha maturato grandi esperienze umane e musicali.
Dal 2011 ha realizzato prestigiose tournée che l’hanno portata a suonare sia in veste di solista che in formazioni orchestrali in città e in sale prestigiose quali: Parigi, Roma, Međugorje, Sarajevo, Mostar, New York, Sofia e Plovdiv. Nel settembre 2016 ha partecipato sia in veste di solista che di spalla d’orchestra nell’ambito di una tournée in Russia che ha toccato le città di Mosca e San Pietroburgo. Nell’estate del 2014 e del 2015 Alice ha partecipato al campus dell’orchestra SEYO, suonando ad Istanbul, al Teatro degli Arcimboldi e al Teatro alla Scala di Milano. Nelle estati del 2018 e del 2019 ha partecipato al campus di MACH Orchestra, seguendo delle masterclass con il Maestro Francesco Senese e il Maestro Alessandro Carreño.
Ha frequentato un corso di perfezionamento di cinque anni dal 2012 al 2017 con il M° Adrian Pinzaru presso l’Accademia di Pinerolo.
Alice ha conseguito la laurea triennale al Conservatorio di Como nel 2022 a pieni voti con lode.
Durante gli studi in conservatorio ha preso parte a Masterclass di importanti musicisti, tra i quali Ilya Gringolts, Catalin Desaga, Alessandro Milani e Roberto Baraldi.
Nel 2023 è stata invitata a partecipare in qualità di primo violino di fila a numerosi concerti della Würth Philharmonic Orchestra, collaborando con grandi artisti come Mischa Maisky.
Attualmente sta frequentando il biennio accademico presso il Conservatorio di Como sotto la guida del Maestro Isabella Longo.
Daniele Rumi, nato a Gravedona nel 2001, si avvicina allo studio del violino all’età di 6 anni.
Ha partecipato a diverse masterclass con i Maestri Enzo Porta, Cristiano Rossi, Yulia Berinskaya, Felix Ayo, Giulio Plotino, Roberto Baraldi, Ilya Gringolts e Alessandro Milani.
Nel 2022, consegue il diploma accademico di primo livello in violino con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Como. Nel 2023 collabora con l’orchestra “1813” del Teatro Sociale di Como in diversi progetti, tra cui “Opera Domani” e “200.com”.
Attualmente sta continuando gli studi presso il Conservatorio di Como dove frequenta il secondo anno del biennio accademico sotto la docenza del Maestro Isabella Longo.
Alessia Tocchet, nata nel 1998 a Como, si è diplomata in violino nel 2021 presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” della sua città sotto la guida del Maestro Francesco Parrino e sta attualmente proseguendo gli studi per il conseguimento della laurea di secondo livello.
Ha frequentato corsi di perfezionamento musicale nell’ambito del Gubbio Oltre Festival e del LeAltreNote Valtellina Festival con il Maestro Francesco Parrino e nell’ambito del Dongo Summer Festival con il Maestro Cristiano Rossi. Ha partecipato a masterclass con Chiara Zanisi, Matteo Fedeli, Felix Ayo, Lydia Cevidalli e con il Quartetto Echos e suona in diverse orchestre e formazioni cameristiche.
Nel 2021 è risultata vincitrice del Premio “LeAltreNote”, esibendosi più volte come artista del Valtellina Festival 2022 e 2023.
Suona un violino di liuteria belga di Lucien Dolphyn della prima metà del Novecento.