Domenica 22 marzo 2026 – ore 16,00
Centro Eventi “Il Maggiore”
“Vol-au-vents” è uno scherzoso gioco di parole “vents” = strumenti a fiato
Gioele Corrrado, Corno – Luisa Prayer, Pianoforte – Silvano Scanziani, Oboe – Stefania Belotti, Clarinetto – Paolo Biagini, Fagotto – Rosalba Montrucchio, Flauto
Programma
Vincent D’Indy (1851-1931), Sarabande et Minuet (1918)
Paul Juon (1872-1940), Divertimento op. 51 (1913) Allegretto – Intermezzo I – Fantasia – Intermezzo II – Rondino – Allegro assai
Philippe Hersant (1948), Osterlied, (Canto di Pasqua) 2016 – Prima esecuzione italiana
Francis Poulenc (1899-1963), Sextuor (1932-39) – Allegro vivace – Divertis – sement –Finale – Allegro assai
V.d’Indy è stato un compositore francese, noto anche per la sua attività didattica. Spaziò in ogni genere con grande competenza, manifestando una particolare inclinazione per la musica strumentale, per la quale prese esempio dai “modelli” classici. Sarabande et Minuet, Op. 24 bis è uno dei suoi brani più conosciuti composta nel 1887, durante un periodo in cui era molto interessato alla musica barocca. Il brano è infatti ispirato alle forme di danza barocche della sarabanda e del minuetto e caratterizzata da una grande melodia, armonia e contrappunto.
Presenta due movimenti:: Il primo è una sarabanda, una danza lenta e solenne ricca di espressività e malinconia. Il secondo è un minuetto, una danza più vivace e giocosa, contraddistinto da una melodia graziosa e scherzosa.
Juon è stato un compositore russo di origine svizzera Il Divertimento op. 51 risale al 1913. Come suggerisce il titolo, si tratta di musica di natura più leggera, ma spiritosa e ricca di sorprese nei ritmi e nei colori tonali. Il primo movimento, Allegretto, svolge la funzione di ouverture. È delicato, ma con due temi contrastanti. Il secondo, Intermezzo n. 1, ha la natura di un corale. Il centro di gravità dell’opera è il terzo movimento, Fantasia, con il suo magnifico assolo di clarinetto. L’atmosfera è elegiaca e molto libera. Ricorda vagamente Rachmaninov. Segue un secondo Intermezzo – minuetto e trio – e svolge la funzione di “sorbetto” tra la Fantasia e il finale di sapore russo, Rondino , che suona un po’ come un mini-concerto per pianoforte con accompagnamento orchestrale.
Hersant, è un compositore francese. La sua opera rivela la sua affinità per la letteratura, la poesia e il teatro, traendo ispirazione da testi di scrittori famosi .Lavora anche nel cinema, collaborando regolarmente con grandi registi. La sua musica è una continua alternanza tra uno stato di tensione e uno stato di stabilità, tra uno stato di moto e uno stato di quiete. E’ tuttavia molto piacevole, gradevole, appagante e rivela la ricerca del compositore sul timbro degli strumenti e nuove tecniche esecutive. “Osterlied (Canto di Pasqua) celebra la risurrezione di Gesù Cristo e il passaggio dalla morte alla nuova vita in Dio.
“Osterlied” è stata eseguita dal Quintetto “Vol-au-vents” in prima esecuzione italiana il 13 aprile 2025 presso il Conservatorio di Milano.
Poulenc, sebbene rifiutato dal direttore del Conservatorio di Parigi per la tendenza del suo stile compositivo ad essere eccessivamente progressista, fu il membro più prolifico del gruppo di compositori francesi del XX secolo noti come Les Six . (I Sei) Nel suo Sextuor (Sestetto) ci sono evidenti influenze della musica di scena ascoltata durante le visite del gruppo al circo nei fine settimana.
Allegro Vivace dopo un avvio pacato, gli strumenti si aprono in una sezione energica con ritmi complessi, sfumature jazz e una linea di fondo del pianoforte. La parte centrale presenta una sezione più lenta iniziata da una melodia di fagotto che viene poi ripetuta dagli altri strumenti. Il tempo originale ritorna alla fine del movimento mentre nuovi temi si dirigono verso la fine.
Divertimento: Il secondo ha un tempo molto più lento e viene spesso interpretato come influenzato dai divertimenti del periodo classico, diventando quasi una parodia dei movimenti lenti classici. E’ invece una forma di sollievo musicale e comico. Il pezzo impiega una varietà di trame nei fiati con il pianoforte che svolge un ruolo più secondario.
Finale: Allegro assai Inizia con “un galoppo offenbachiano ” ed è in forma di rondò. Ha influenze jazz e ragtime (di nuovo un prodotto delle uscite di Les Six agli spettacoli del fine settimana), ed è stato interpretato come una rappresentazione satirica del movimento neoclassico. Il finale crea un senso di coesione ripetendo temi dei due movimenti precedenti e si conclude con una coda lirica e solenne con influenze di uno degli idoli del compositore, M. Ravel.
