Incanto Barocco

Domenica 27 luglio 2025 ore 21,00

Chiesa S. Martino – Vignone

Incanto Barocco

Davide Citera, Corno & Roberto Olzer, Pianoforte

 

Programma:

G. F. Händel (1685-1759)
Sonata in Fa Maggiore
Adagio – Allegro – Largo – Allegro

G. Böhm (1661-1733)
‘Jesu, du bist allzu schöne

G. Ph. Telemann (1681-1767)
Concerto in Re Maggiore
Vivace – Largo – Allegro

J. S. Bach (1685-1750)
Pastorale

G. Dalla Vecchia (1806-1848)
Sonata per Organo e Corno

G. Valerj (1760-1822)
Tre Sonate
Allegretto grazioso – Adagio – Rondò brillante

E. Morricone (1928-2020)
Da ‘C’era una volta il West’

Davide Citera   diplomato in corno,  ha conseguito diversi Master, Corsi di Perfezionamento  e Performance. Ha ottenuto  il “Konzertexamen” (diploma di concertista) presso l’ HFM di Detmold.
Attualmente è docente di corno  presso il Conservatorio “Carlo Gesualdo da Venosa” di Potenza. Affianca all’attività didattica  quella artistica, ricoprendo il ruolo di primo corno in diverse orchestre e anche come solista.

Roberto Olzer diplomato in organo al Conservatorio di Milano e in pianoforte al Conservatorio di Mantova, si dedica ben presto allo sviluppo delle tecniche improvvisative  nel repertorio jazzistico.
Laureato in Filosofia, affianca all’attività compositiva, quella di arrangiatore, per svariate formazioni  e quella concertistica in ambito classico e jazzistico, come pianista, organista, solista ed accompagnatore in diversi ensemble.E’ alla  guida  di  un  proprio  Trio  esibendosi frequentemente anche all’estero soprattutto in Giappone.

La Sonata  Maggiore in Fa Maggiore di G F. Händel si  apre con un vastissimo, moderato  Adagio  dominato da note sottolineate dall’ arpeggio. Il secondo movimento è occupato da un energico Allegro dal ritmo di gavotta, costruito su due sezioni asimmetriche: assai breve la prima, riservata all’esposizione del tema, molto più lunga la seconda, completamente consegnata a un meccanismo implacabile di note,  ma non impermeabile al tema che vi ritorna. A un lirismo introverso è intonato il successivo Largo, moderato, calmo con una sensibile alternanza degli strumenti. Non senza una presenza di cantabile. Ha un andamento sereno e idilliaco quasi una sorta di intermezzo preparatorio al conclusivo Allegro, vivace e opportunamente adeguato al fluido e scorrevole dialogo dei due strumenti, e alla contrapposizione tra ritmi contrastanti del corno e del pianoforte.

Böhm è noto per composizioni per organo e clavicembalo Molte delle sue opere furono concepite tenendo conto della flessibilità dello strumento: un particolare brano poteva essere eseguito   sull’organo,  o  sul  clavicembalo  a  seconda  della situazione in  cui  l’esecutore si trovava. Per questo la sua musica  è nota. Il contributo più importante di Böhm alla musica per tastiera della Germania settentrionale è la partita coraleche inventò di fatto,Il  brano proposto è l’ottavo di dieci partite che   hanno generalmente un carattere rustico e possono essere eseguite con successo sia sull’organo che sul clavicembalo.

G.P. Telemann fu uno dei più prolifici e versatili compositori del periodo barocco.  Il concerto in Re maggiore si apre con un Adagio dal carattere solenne e introduttivo, che valorizza la maestosità del corno, cui segue l’Allegro, vivace e ritmicamente incalzante, che evidenzia la brillantezza dell’invenzione melodica nel dialogo tra solista e pianoforte. L’Adagio centrale, pausa lirica e contemplativa, esalta il canto espressivo del corno, mentre il finale Presto presenta uno slancio ed un’energia che concludono l’opera con tono festoso e virtuosistico

Con la Pastorale in fa maggiore BWV 590 torniamo alla produzione del Bach giovane e, come mostra già il titolo, a una di quelle evocazioni del clima del presepe che ebbero un’ampia diffusione nella musica colta del Sei e del Settecento, dopo aver dominato la produzione popolare in chiave religiosa. Il richiamo al tono pastorale è presente essenzialmente nel primo dei quattro episodi in cui è diviso il brano, una sorta di Preludio imitativo nel quale Bach, giocando con gli strumenti  inserisce un effetto di bordone che richiama il suono della cornamusa. Il secondo “movimento”  è un’Allemanda in due parti, melodicamente e ritmicamente molto delicata. il terzo episodio, ha un’aria di ambiente quasi concertistico, con il corno  che espone la melodia e quello del pianoforte che l’accompagna. Il finale,  è una Giga in stile fugato, molto vivace.

La sonata per organo e corno di G. Dalla Vecchia risale al periodo romantico‑tardo‑classico e  diffusa in ambito ecclesiastico e cameristico. Ha influssi operistici e bandistici, rispetto al resto del programma è particolare perché l’esecuzione è con il Corno naturale ed era appena stato introdotto il corno moderno (a cilindri.)

Valeri fu organista e compositore italiano.

È uno degli esponenti di spicco della scuola organista Veneta tra sette ed ottocento, lavorò come organista nella Cattedrale di Padova. Autore rappresentazioni teatrali e di musica organistica; fu famoso infatti per le ‘Sonate per Organo’, in uno stile classico e brillante

C’era una volta in America (Colonna sonora originale del film) è un album in studio  del   compositore  italiano  E .Morricone, pubblicato nel 1984. L’album contiene la colonna sonora originale del film omonimo, diretto da S. Leone

Per la composizione della colonna sonora, il regista non ha mai avuto dubbi, scegliendo immediatamente il suo collaboratore di lunga data Ennio Morricone, con cui aveva lavorato per tutti i suoi western che lo avevano reso celebre in tutto il mondo. La musica del film era stata commissionata da Leone con così largo anticipo che veniva ascoltata, seppur non nella versione orchestrata, sul set durante le riprese.